Se la musica sposa il drive-in

Mentre il mondo dello spettacolo si mobilita per chiedere giuste tutele, Piervito «Grisù» De Rosa lancia un'idea che può aprire nuovi scenari musicali

 

Riaprono le chiese e le palestre, ripartono gli aerei pieni fino all’ultimo sedile. E poi anche sale scommesse e bingo. Ma il mondo della musica – ironia della sorte – resta ancora inascoltato. Le poche misure finora previste sono ancora inattuabili e si rischia per la fine di quest’annus horribilis di veder fallire strutture, locali e agenzie che lavorano nel settore. La crisi che stiamo vivendo ha visto centinaia di migliaia di artisti, tecnici, professionisti, spazi e promoter della musica mobilitarsi al fine di ottenere il riconoscimento legittimo dei propri diritti di lavoratori e di operatori del comparto culturale della Penisola.

Nella musica lavorano in tanti, non solo musicisti e interpreti della canzone. La musica produce economie importanti, il 16% del PIL, dando lavoro a decine di migliaia di persone. La recente grande mobilitazione ha di certo messo a nudo le numerose lacune legislative ed equilibri più che precari che esistono da tempo tra istituzioni granitiche e la dinamica complessità del settore musica che da anni chiede che «le proposte di emendamento necessarie a far sì che il rilancio non sia di nuovo una legge discriminatoria per il settore, ma una reale occasione di ripartenza alle giuste condizioni», con istanze che «vengano ritenute prioritarie in una commissione congiunta di Camera e Senato dedicata all’industria musicale».

Il pensiero di come sarà il mondo della musica post Covid-19 sta generando paure e ansie in tutti gli addetti ai lavori, ma in particolare nella generazione più giovane di artisti, curatori e operatori del mercato le cui speranze di poter partecipare a questo affascinante mondo sono state improvvisamente e seriamente infrante. Tutti si sentono professionalmente bloccati e stagnanti, anche se le idee non mancano.

Una di queste ha un sapore nostalgico: il drive-in aggiornato nell’epoca del Coronavirus si prepara a vivere una seconda giovinezza proprio nei giorni di fine giugno, quelli dedicati alla dea musica. L’emergenza ha rispolverato il concetto del drive-in, che consente di partecipare a una manifestazione pubblica rimanendo a bordo della propria auto. In attesa di tornare ai piedi del palco, dove ballare e abbracciarsi in un coro unanime, questo può essere un giusto ponte tra il lockdown e la graduale “normalità” pre-Covid-19. Per tutelare innanzitutto le esigenze di pubblico e organizzatori.

La Pecora Nera Eventi ha lanciato ufficialmente infatti il primo Drive Live d’Italia, su iniziativa del salernitano Piervito «Grisù» De Rosa, per i concerti in totale sicurezza in stile drive in. Il primo appuntamento si è tenuto lo scorso 19 giugno, nello spiazzale antistante l’ex Tabacchificio Centola, a Pontecagnano Faiano. «Quest’anno festeggio i miei venticinque anni di attività, purtroppo ho dovuto rivedere il tour che avevo in mente di fare in giro per l’Italia. Poi, leggendo un giornale che parlava delle messe in Germania coi fedeli che potevano seguire la funzione religiosa in macchina: ho pensato che sarebbe stato bello potersi immergere nei mitici Stati Uniti anni ’50 per riprendere i live con un progetto moderno che tenga conto della salute delle persone ma anche della voglia di cominciare di nuovo a vivere», afferma Grisù. «Grazie al sindaco di Pontecagnano Giuseppe Lanzara e al consigliere comunale Raffaele Silvestri che hanno accolto favorevolmente l’idea – dice – e buona parte del ricavato è stato donato al Comune di Pontecagnano per l’acquisto di beni di prima necessità per le persone più bisognose». 

Tutti gli aggiornamenti sulle prossime date si potranno trovare sulla pagina Facebook Drive Live concerti Italia






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