Cardinali della Santa Chiesa Romana

Un approfondimento sul titolo cardinalizio dopo le recenti nomine di papa Francesco e la rinuncia all'ordinazione episcopale di padre Cantalamessa

 

Con la nomina di nuovi cardinali da parte di Papa Francesco desta sorpresa la scelta di P. Raniero Cantalamessa, ottantenne Predicatore della Casa Pontificia, che ha chiesto di essere dispensato dall’ordinazione episcopale prima di ricevere la berretta cardinalizia. Lo stupore di tale decisione mi ha spinto a scrivere questo intervento per fare chiarezza su una delle più antiche istituzioni della Chiesa romana.

 

Da cosa deriva il termine cardinale?

Nel periodo post apostolico, nella Chiesa di Roma esistevano i Tituli, cioè alcune chiese della città che celebravano il culto e esercitavano la pastorale che prendevano il titolo dal fondatore di quell’edificio. Il presbitero che aveva cura di questa chiesa era chiamato presbyter cardinalis, in quanto prete incardinato nella diocesi di Roma; nella cattedrale del Laterano, invece, ogni giorno della settimana presiedevano le liturgie i sette vescovi suburbicari (pastori delle diocesi confinanti con l’Urbe). Anch’essi erano chiamati cardinales in quanto incardinati nel clero romano e a servizio del vescovo della città eterna. Poi c’erano i diaconi, che amministravano i beni della Chiesa ed erano gli assistenti principali delle celebrazioni solenni del vescovo di Roma.

Quindi esistevano i cardinali vescovi, presbiteri e diaconi, cioè appartenenti al clero dell’Urbe e sotto l’immediata giurisdizione del vescovo della città.

Nel basso Medioevo, passarono da essere incardinati nella Diocesi di Roma e al servizio del Papa a diventare gli elettori esclusivi del Romano Pontefice, per cui il Concistoro divenne un vero e proprio Collegio dei Cardinali che mantenne la suddivisione dei tre gradi dell’ordine sacro: vescovi, presbiteri e diaconi, ma mantennero la peculiarità di essere pars corporis papae, cioè essere un tutt’uno col Papa.

 

Chi è oggi un cardinale?

Con la riforma del Codice di Diritto Canonico del 1993, il Papa può creare cardinale una persona che sia almeno vescovo e, qualora non lo fosse, il neo porporato prima di ricevere la berretta deve ricevere il terzo grado dell’Ordine. Nel Codice Pio-Benedettino del 1917, poteva almeno essere presbitero. Il canone 349 dice: “I Cardinali della santa Chiesa romana costituiscono un Collegio peculiare cui spetta provvedere all’elezione del Romano Pontefice…i Cardinali assistono ugualmente il Romano Pontefice sia agendo collegialmente quando sono convocati per trattare insieme le questioni di maggiore importanza, sia personalmente cioè in relazione ai vari uffici che ricoprono, aiutando il Romano Pontefice soprattutto nella cura quotidiana di tutta la Chiesa”. Infatti, nel 1588, con la bolla Immensa Aeterni Dei, papa Sisto V sanciva 15 congregazioni permanenti che assistessero, amministrassero la Chiesa su delega del Pontefice e queste “commissioni” avessero a capo un cardinale. Così facendo il Concistoro, finora considerato il senato del Papa, perdeva il suo potere corporativo, perché le questioni della Chiesa non venivano discusse più al suo interno, ma ogni Congregazione aveva il compito di occuparsi di una materia specifica del governo della Chiesa.

I cardinali oggi sono ancora suddivisi nei tre ordini originari, perché essi vengono incardinati nel clero romano e ricevono dal Papa un Titulus, cioè una chiesa di Roma di cui sono titolari come presbiteri o come diaconi; mentre i cardinali che sono a capo delle Congregazioni vaticane sono inseriti nell’ordine dei vescovi, ricevendo il titolo di una delle diocesi suburbicarie di Roma.

Quindi, il cardinale oggi ha due servizi peculiari: eleggere il Santo Padre, cioè il vescovo di Roma, in quanto parte del clero dell’Urbe, utilizzando l’antica forma di elezione dei vescovi (scelti dal clero della diocesi) e aiuta il Santo Padre nel governo della Chiesa universale.

Attualmente il cardinalato, seppur diviso nei tre gradi dell’ordine, non è parte di esso; il cardinalato non è un sacramento, ma un servizio ecclesiale di maggiore responsabilità, a cui sono annessi diversi onori, ma tanti oneri.

 

In che modo si riuniscono i cardinali?

I cardinali si riuniscono, alla morte del Romano Pontefice per eleggere il suo successore nella forma prevista dalla Chiesa, il Conclave, cioè una forma di elezione segreta, ormai nota a tutti. La seconda modalità d’incontro del Collegio Cardinalizio si chiama Concistoro, che può essere ordinario o straordinario. Nel primo caso, il Papa convoca tutti i cardinali o almeno quelli presenti a Roma per celebrazioni solenni (come la creazione di nuovi cardinali) o per discutere di alcune questioni gravi, ed è pubblico; nel secondo caso, il Papa convoca i cardinali del mondo per la trattazione di problemi che sono particolarmente gravi.

 

Ma è possibile avere dei cardinali laici, nella storia della Chiesa ci sono stati?

In realtà, poiché la conformazione dell’attuale collegio dei Cardinali ha una sua specificità e richiama l’antica incardinazione del clero romano o del suburbio, penso sia difficile si possa avere un cardinale laico, cioè senza nessun grado dell’ordine.

Molti storici, in realtà, considerano cardinali laici moltissimi porporati che tra la fine del XVII, fino ai primi anni del XX secolo erano creati cardinali senza aver ricevuto nemmeno il diaconato. In realtà, nella conformazione gerarchica della Chiesa fino a Paolo VI, coloro che ricevevano la tonsura erano considerati chierici e quindi, facenti parte dell’ordine sacro.

Un esempio famoso: Ercole Consalvi fu creato cardinale da Papa Pio VII nel 1800 perché lo aveva scelto come Segretario di Stato, ma il prelato aveva ricevuto solo gli ordini minori; successivamente lo stesso Pontefice lo ordinò diacono e tale rimase fino alla morte.

Come avete potuto leggere, Padre Cantalamessa non è l’unica eccezione al Diritto Canonico, ma nel corso della storia altri cardinali non erano vescovi e, addirittura, nemmeno suddiaconi. I cardinali, in qualunque stato ecclesiastico siano, restano comunque i cardini sul quale poggia la Chiesa, perché essi in maniera diretta sono uniti al Santo Padre e il loro ministero è segnato dal colore porpora che indossano: sono chiamati ad amare di più il Signore e i fratelli e servire la Chiesa usque ad sanguinis effusionem, fino all’effusione del sangue.

 

 




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