Domenica della Parola: il 21 gennaio la celebrazione

La quinta edizione della ricorrenza segnerà anche l'avvio dell'Anno della Preghiera in preparazione del Giubileo 2025

Sarà celebrata il prossimo 21 gennaio la quinta Domenica della Parola, istituita da Papa Francesco il 30 settembre 2019, con il Motu proprio Aperuit illis. Con questa Lettera apostolica, il Papa ha stabilito che la III Domenica del Tempo ordinario sia dedicata alla Parola di Dio: il motto di quest'anno è ripreso dal Vangelo di Giovanni: «Rimanete nella mia Parola» (Gv 8,31). 

Domenica della Parola: per crescere nell'amore e nella testimonianza di fede

«Dedicare in modo particolare una domenica dell’Anno liturgico alla Parola di Dio consente, anzitutto, di far rivivere alla Chiesa il gesto del Risorto che apre anche per noi il tesoro della sua Parola perché possiamo essere nel mondo annunciatori di questa inesauribile ricchezza», scrive il Pontefice nella Lettera apostolica, aggiungendo che è bene «che non venga mai a mancare nella vita del nostro popolo questo rapporto decisivo con la Parola viva che il Signore non si stanca mai di rivolgere alla sua Sposa, perché possa crescere nell’amore e nella testimonianza di fede».

La scelta della terza domenica del tempo ordinario colloca la Domenica della Parola in un periodo in cui i cattolici sono invitati a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l’unità dei cristiani: «Non si tratta di una mera coincidenza temporale: celebrare laDomenica della Parola di Dioesprime una valenza ecumenica, perché la Sacra Scrittura indica a quanti si pongono in ascolto il cammino da perseguire per giungere a un’unità autentica e solida», spiega papa Francesco in Aperuit illis.

Verso il Giubileo con l'avvio dell'Anno della Preghiera 

Proprio domenica prossima, 21 gennaio, il Santo Padre darà il via all'Anno della Preghiera: le diocesi del mondo sono invitate a promuovere la centralità della preghiera individuale e comunitaria. Fu proprio papa Francesco, nella Lettera indirizzata a monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione - cui il Papa ha affidato la preparazione del Giubileo - nel febbraio 2022, a suggerire di «dedicare l’anno precedente l’evento giubilare, il 2024, a una grande “sinfonia” di preghiera. Anzitutto per recuperare il desiderio di stare alla presenza del Signore, ascoltarlo e adorarlo. Preghiera, inoltre, per ringraziare Dio dei tanti doni del suo amore per noi e lodare la sua opera nella creazione, che impegna tutti al rispetto e all’azione concreta e responsabile per la sua salvaguardia. Preghiera come voce “del cuore solo e dell’anima sola” (cfr At 4,32), che si traduce nella solidarietà e nella condivisione del pane quotidiano. Preghiera che permette ad ogni uomo e donna di questo mondo di rivolgersi all’unico Dio, per esprimergli quanto è riposto nel segreto del cuore. Preghiera come via maestra verso la santità, che conduce a vivere la contemplazione anche in mezzo all’azione. Insomma, un intenso anno di preghiera, in cui i cuori si aprano a ricevere l’abbondanza della grazia, facendo del “Padre nostro”, l’orazione che Gesù ci ha insegnato, il programma di vita di ogni suo discepolo».





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