Domenica Visone, una piccola grande amica del Signore

Dalla parrocchia Santa Maria del Suffragio di Pomigliano la storia di una giovanissima testimone del Vangelo

Continua il viaggio alla scoperta di alcuni volti di donne che hanno donato la vita per la Chiesa, le persone e il territorio diocesano.  Dopo Carmela Senache, cresciuta nella comunità Santa Maria delle Grazie di Marigliano, ha consacrato la sua vita al Signore spendendosi per la comunità e l'impegno educativo, e Sandra D’Alessandro che ha dedicato la sua vita interamente all’educazione dei giovani e allo studio della teologia, inDialogo presenta oggi la piccola Domenica Visone che con la sua testimonianza rappresenta la risposta a chi cerca la luce nell'ora più buia. La sua storia, era stata già raccontata da inDialogo nell'uscita del 28 giugno 2020.

Un'infanzia serena e una profonda fede

Domenica Visone nasce nel 1997 a Pomigliano D’Arco. La sua è un’infanzia serena: le piace andare a scuola, cantare e riunire la famiglia attorno a sé per giocare dopo la scuola, in particolare con i due fratellini. La sua, però, è una vita attraversata da un rapporto speciale con Dio: prega spesso, anche con la madre – la messa e il rosario non mancano mai – e frequenta l’Azione Cattolica parrocchiale fin da piccola, con gli amici dell’Ac vuole passare le feste più importanti, «mamma devo portare altri ragazzi con me in Chiesa», dice nella sua ingenuità, che però tradisce la gioia del Vangelo che le abita il cuore. È solo una bambina, ma la sua profondità spirituale sorprende i più grandi.

La malattia e l'intitolazione dell'Azione cattolica parrocchiale

Nel 2006 arriva una terribile notizia: Domenica ha la leucemia. «Non si è mai lamentata – racconta la madre Carmela – era lei a dare forza a noi genitori e a tutto il reparto dell’ospedale durante le cure dolorose, compresi medici e infermieri. Pregava continuamente – prosegue la madre – e mi diceva che lei viveva quelle sofferenze con Gesù e questa era la sua salvezza». Dopo un primo ciclo di cure, la ragazza sembra fuori dal pericolo. Purtroppo, qualche anno dopo, nel 2011, arriva la ricaduta, dalla quale non ci sarà più guarigione: in una domenica del 2012 se ne va.

«Per capire chi era mia figlia – racconta ancora la madre – si può raccontare l’episodio della lettera al cardinal Sepe. Il cardinale di Napoli viene un giorno in visita al Pausilipon, nella primavera del 2011. Mia figlia scrive una lettera, che io non leggo, e gliela dà. Sepe risponderà qualche tempo dopo: nella risposta si fa allusione a un ragazzo di nome Vincenzo per il quale il cardinale assicura le proprie preghiere. Solo dopo la morte di Domenica, tramite una conoscenza, ho potuto recuperare e leggere la missiva che mia figlia aveva consegnato a Sepe. In quella lettera, Domenica chiede di pregare per Vincenzo e la sua famiglia, un ragazzo ricoverato lì con lei, e che nel periodo di degenza di mia figlia aveva avuto delle crisi acute: non aveva chiesto nulla per lei, avevo solo domandato che si pregasse per quel ragazzo e i suoi famigliari».

Domenica combatte e affronta con coraggio i lunghi e sofferti mesi in ospedale, ma si affida totalmente al Signore, si lascia condurre con docilità come un bimbo nelle braccia del Padre: è il mistero del Vangelo rivelato ai piccoli e ai semplici. «Mia figlia è sempre con me – dice Carmela – certamente vorrei un suo abbraccio, ma io sento la sua vicinanza in ogni momento, è presente nelle nostre vite. So che il suo funerale è stato il momento dell’incontro col Signore».

A Domenica Visone è intitolata l’Azione Cattolica della parrocchia Santa Maria del Suffragio di Pomigliano: la sua vita, così simile alla Pasqua del Signore, continua a illuminare il cuore di tanti.  






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