La pace donata dalla verità dell'amore

Ieri sera è andata in onda l'ultima delle quattro riflessioni a cura del direttore dell'Ufficio per le Comunicazioni sociali della diocesi di Nola, Mariangela Parisi, ospite della trasmissione radiofonica "Ascolta si fa sera"

Nei quattro giovedì d'agosto, la Diocesi di Nola è stata ospite della trasmissione radiofonica di Rai Radio 1 "Ascolta si fa sera" con quattro riflessioni del direttore dell'Ufficio per le comunicazioni sociali della diocesi di Nola, Mariangela Parisi, consacrata dell'Ordo Virginum.

La trasmissione "Ascolta si fa sera" è uno spazio di riflessione interreligiosa su temi dell'attualità e dello spirito, in programma dal lunedì al venerdì dalle 20:58 alle 21:00, il weekend dalle 23:05 alle 23:12. Cattolici, ebrei ed evangelici per sette giorni accompagnano gli ascoltatori alla fine della loro giornata.

Agostino e la pace donata dalla verità dell'amore

Per l'ultimo appuntamento, in onda ieri 28 agosto, Parisi ha scelto di riflettere sulla figura di Sant'Agostino d'Ippona.

«“Tardi ti ho amato, o bellezza così antica e così nuova, tardi ti ho amato!”. Così scrive Sant’Agostino, di cui oggi ricorre la memoria liturgica, nelle Confessioni. Parole che danno vita ad una vera e propria dichiarazione d’amore per Dio: Agostino, il cercatore della verità, aveva terminato la sua inquieta corsa nell’abbraccio d’amore di Cristo, trovando la verità cercata in quell’amore, trovando la verità dell’amore. Un amore che è anche pace, pace con se stessi e con il mondo: perché questa è la pace che dà Cristo, una pace totale, non parziale, perché totale è l’amore che si riceve nell’intima relazione con lui, il cui profumo inebria ogni altra relazione. Quanto gioverebbe al mondo se, sull’esempio di Agostino, ciascuno avesse il coraggio di scendere nelle profondità delle proprie inquietudini per trovarvi soluzione nell’unità con Dio e di conseguenza con gli altri. In Cristo la pace ha infatti il nome della fraternità nel comune legame al Padre. Ecco perché l’incontro con Cristo dona uno sguardo nuovo sull’altro di cui si desidera il bene, la vita piena, la pace. Quella pace che Cristo risorto dà agli apostoli, quella pace che Leone XIV ha augurato nel suo primo saluto all’umanità: una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante, che proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente”», ha detto Parisi.

Dio chiama ogni uomo a lavorare per il bene di tutti

«Ci avviamo al termine di questa giornata con l'animo invaso dalla gioia tipica di ogni vigilia, tempo d’attesa del giorno di festa. Per il calendario civile, infatti, domani è Ferragosto. Per quello liturgico, invece, ricorre la Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, della salita in cielo della madre di Dio con anima e corpo. Maria è proclamata “assunta”, divenendo specchio che la Chiesa offre all'umanità per vedere il futuro che l'attende nell'abbraccio eterno del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Attraverso Maria possiamo fermarci e riscoprire il significato spirituale di una parola oggi collegata esclusivamente al mondo del lavoro: “assunzione”.  Maria ci ricorda che anche il lavoro è strumento del compimento della nostra vocazione, della nostra chiamata a vivere la vita con il cuore già colmo di cielo, quel cielo che nel suo sì ha trovato dimora in terra. Con la sua assunzione Maria ci ricorda che Dio ci chiama a lavorare con lui per il bene di tutti, che la prima chiamata di lavoro da cogliere è l'invito del Signore a fare della nostra vita un capolavoro di una di umanità. A lei, a Maria, prima operaia della vigna del Signore affidiamo i nostri timori davanti a scenari quotidiani di guerra e distruzione; davanti alla tentazione di smettere di sperare, invochiamo lei, da sempre chiamata madre dell'umanità. Come a Cana, Maria assunta in cielo intercederà perché la nostra gioia continui ad essere piena», ha detto Parisi in occasione della riflessione del 14 agosto, vigilia della  Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.

Il Papa che portò al cuore della Chiesa le periferie 

«Oggi la liturgia ci dona la memoria di San Pio X, papa Giuseppe Sarto, che fu successore di Pietro dal 1903 al 1914, morendo poche settimane dopo lo scoppio della Prima guerra mondiale. Animato da un appassionato spirito riformatore per il desiderio di “rinnovare tutte le cose in Cristo”, Pio X riorganizzò la curia romana, avviò la redazione del Codice di Diritto Canonico, promosse riforme sul piano liturgico, promulgò il nuovo Catechismo con l’intento di rendere accessibili le verità di fede a tutti, con un linguaggio semplice e chiaro. Primo papa proveniente dal mondo contadino portò al cuore della Chiesa le periferie: fu il primo papa a nominare un cardinale sudamericano.
Sul finire del pontificato papa Sarto assistette allo scoppio del primo conflitto mondiale. Condivise il suo dolore e spavento con l’esortazione Dum Europa con la quale manifestò anche la preoccupazione “forte da strappare l'anima” per la vita dei popoli. Davanti all’irragionevole vortice bellico Pio X invitò a rivolgere lo sguardo a Cristo per chiedergli di ispirare “ai supremi reggitori delle nazioni pensieri di pace e non di afflizione”. Una preghiera che anche oggi deve elevarsi con pari forza e assiduità.





Ascolta le riflessioni




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