La seconda giornata delle Giornate nazionali di formazione e spiritualità missionaria, in corso ad Assisi, è stata segnata dal filo conduttore degli artigiani di speranza.
La mattina si è aperta con la lectio divina guidata da Angelo Fracchia, sul passo di Geremia 20,7-18. La riflessione si è concentrata sulla “rivoluzione” che caratterizza l’esperienza degli esiliati: essi scoprono che il Signore non è legato a un tempio, a forme o strumenti, ma accompagna sempre l’umanità, ovunque. È un invito chiaro a vivere una fede che riconosce la presenza costante di Dio, al di là dei luoghi e delle strutture. Nella tavola rotonda successiva, con padre Maurizio Binaghi, missionario in Kenya, don Gabriele Burani, già fidei donum in Amazzonia, e suor Roberta Pignone, medico missionaria in Bangladesh, sono state condivise testimonianze concrete di artigiani di speranza: uomini e donne capaci di lasciarsi guidare dalla passione e dall’impegno per un lavoro autentico, vissuto in relazioni di fiducia e di pari dignità.
Dopo il pranzo, il ricordo si è fatto memoria viva grazie alla testimonianza di Luca Attanasio, l’ambasciatore italiano ucciso nel 2021 nella Repubblica Democratica del Congo. La sua vita e il suo servizio, spesi nell’incontro e nella prossimità, restano un modello luminoso di artigiano di speranza, pur nella sofferenza di una verità ancora incompiuta sulla sua morte. Il pomeriggio è proseguito con la tradizionale visita ai luoghi di Assisi, città che custodisce lo spirito di Francesco e di quanti hanno scelto di stare dalla parte degli ultimi.
La veglia serale nella Cattedrale di San Rufino ha segnato il culmine della giornata. Partendo dal sagrato, i partecipanti hanno attraversato la Porta Giubilare, dando avvio a un cammino di meditazione. L’immagine guida è stata offerta dalle parole di papa Francesco: “La speranza è un’ancora che abbiamo dall’altra parte e noi, aggrappati alla sua catena, ci sosteniamo”. Su questa immagine è stata posta la domanda: “Qual è l'ancora a cui siamo aggrappati?”. Tre storie di vita hanno testimoniato la forza semplice ma coraggiosa della speranza, mentre la proclamazione del Vangelo del buon samaritano (Lc 10,25-37) ha riportato l’assemblea al cuore del messaggio missionario. Come ha ricordato don Giuseppe Pizzoli, seguendo le parole di papa Francesco per la Giornata missionaria mondiale 2025, è proprio il samaritano l’icona del missionario di speranza: colui che si ferma, vede e si prende cura dell’altro fino alla fine.
Anche oggi è risuonata con forza la chiamata a fidarsi del nostro Dio “misterioso” e a mettersi al suo servizio, per essere testimoni credibili di speranza nel mondo, capaci di leggere le necessità dell’umanità e accompagnarla con cuore fraterno.
Missionari: artigiani di speranza che si fidano di Dio
Continua il racconto di Nicola Monti e Marta Cenvinzo, giovani membri dell'Equipe del Centro missionario della Diocesi di Nola, che stanno partecipando alle Giornate nazionali di formazione e spiritualità missionaria in programma ad Assisi fino al 30 agosto.