Amalfi e Quindici: un legame tra fonti e tradizioni

Domani, presso la Cattedrale di Amalfi un incontro che proverà a far luce sull'origine del "diritto della varra" concesso dagli amalfitani ai quindicesi durante la festa in onore di Sant'Andrea del 27 giugno

Amalfi e Quindici condividono un patrimonio importante per entrambe: la fede per sant’Andrea. È dalla presenza dei quindicesi durante la festa in onore di Sant'Andrea, celebrata ad Amalfi ogni 27 giugno, che è nata una serie di ricerche volte ad approfondire l'origine di questo legame.

Due comunità legate dalla devozione per Sant'Andrea

I frutti di alcuni di questi lavori saranno al centro della tavola rotonda “Sotto il peso di Sant’Andrea. Amalfi e Quindici: un legame tra fonti e tradizioni”, promossa dalla Cattedrale di Amalfi che la ospiterà domani, 27 gennaio, alle 18:30. Dopo l’introduzione di don Antonio Porpora, parroco del Duomo di Amalfi e docente della Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale-sezione San Luigi (Pftim), interverranno: Giuseppe Trinchese (Unina Federico II) sul tema Patrimonio immateriale tangibile storia condivisa di protezione del territorio tra Costa d’Amalfi e Vallo di Lauro; il parroco di Quindici, don Vito Cucca (Pftim), su La Confraternita Maria SS. delle Grazie di Quindici: devozione, carità e commercio tra XV e XVII secolo; Giuseppe Gargana (Centro di cultura e storia Amalfitana) su Il ducato di Amalfi e la contea di Nola: relazioni storiche tra due territori romanico-bizantini nel medievo campano. 

Un incontro per scoprire qualcosa in più sul "diritto della varra" concesso ai quindicesi

«Nel 1544 sant’Andrea protesse gli amalfitani dall’incursione dei corsari turchi. In ricordo di questo miracolo, ad Amalfi, il 27 giugno si fa festa e si porta in processione il santo. Gli abitanti di Quindici hanno, in questa occasione, il “diritto della varra”, possono cioè portare il santo per un tratto della processione. Un diritto secolare che lega le due comunità: la prima parrocchia di Quindici era dedicata infatti dedicata a sant’Andrea. Questo appuntamento promosso dalla Cattedrale di Amalfi vuole aiutare a comprendere qualcosa in più sulle origini di questo "diritto"», racconta don Cucca.

Sul “diritto della varra” della comunità di Quindici non si hanno informazioni certe. Di sicuro, studi su alcuni aspetti della vita delle due comunità, come la tecnica di costruzione dei muri a secco, hanno fatto ipotizzare uno scambio commerciale e di maestranze. Relazioni queste, spiegano gli organizzatori, da far risalire quasi certamente a Raimondo Orsini che nel XV secolo diventa duca d’Amalfi. Tracce di questo legame sono anche confermate dalla presenza nel territorio amalfitano di due chiese dedicate al santo patrono di Cimitile, il presbitero Felice.




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