Formazione catechisti: ecco le linee guida in Campania

La riflessione del direttore dell'Ufficio catechistico di Nola, don Filippo Centrella sul testo contenente le indicazioni per la formazione dei catechisti istituiti nelle diocesi della regione ecclesiastica campana

È stato presentato il vademecum contenente le linee guida per la formazione dei catechisti istituiti delle diocesi della regione ecclesiastica campana. L'incontro si è tentuto sabato 17 gennaio, presso la sala “De Fusco” del Santuario di Pompei.

Le linee guida per la formazione al ministero del catechista

La presentazione, guidata da monsignor Antonio Di Donna, presidente della Conferenza episcopale campana, da monsignor Andrea Bellandi, vescovo delegato per il settore Dottrina della fede, annuncio e catechesi e dal direttore dell’Uffuccio catechistico regionale, don Salvatore Soreca, è avvenuta alla presenza di una cospicua rappresentanza dei direttori degli uffici catechistici diocesani accompagnati dalle rispettive équipe.

Il documento, frutto di un intenso lavoro condotto con competenza dall’équipe dell’Ufficio catechistico regionale, consegna alle comunità ecclesiali e alle équipe diocesane un quadro di riferimento unitario per riconoscere, formare e accompagnare coloro che, chiamati dallo Spirito e dopo un serio discernimento operato dal Vescovo e dai suoi delegati, saranno istituiti catechisti.

Discernimento, Formazione e cura delle motivazioni: indicazioni comuni

Il testo risulta articolato in tre sezioni argomentative. La prima offre preziosi orientamenti per curare il discernimento e promuovere la scelta dei candidati. Tra i criteri indicati emergono: «La testimonianza di vita cristiana riconosciuta dalla comunità […]; la disponibilità a formarsi adeguatamente secondo la proposta diocesana; la disponibilità a porsi a servizio della comunità ecclesiale secondo il paradigma della gratuità evangelica». (n. 4). In questa prima parte, viene, inoltre, precisato che il candidato al ministero istituito di catechista, in pieno spirito di servizio alla Chiesa locale ov’è inserito, dovrà mostrarsi particolarmente disponibile alle indicazioni del vescovo che potrà decidere di inviarlo in altre comunità parrocchiali della diocesi, diverse da quella di appartenenza, nelle quali potrà risultare maggiormente necessario un servizio di annuncio e catechesi o di coordinamento tra parrocchie limitrofe.

La seconda parte del vademecum è interamente dedicata alla formazione. Il paradigma scelto è quello indicato da Incontriamo Gesù (cfr. n. 85) che permette un processo di costante trasformazione della vita del formando nella quale si potrà gradualmente verificare un progressivo allineamento con i dettami evangelici.

L’impianto formativo prevede un percorso modulare che tiene conto delle cinque macrocompetenze con le quali il catechista istituito dovrà avere maggiore dimestichezza: essere, sapere, saper fare, saper essere con e saper essere in. Sarà compito di ogni diocesi decidere la durata di ogni modulo formativo; il documento suggerisce un range che va da un bimestre ad un semestre per ogni modulo (cfr. n. 11). Gli indirizzi disciplinari che innerveranno la proposta formativa saranno stabiliti dagli Uffici pastorali diocesani competenti - catechistico, liturgico, pastorale familiare, pastorale giovanile – oltre che i Servizi della Caritas e per le persone disabili.

La terza ed ultima parte del testo insiste sull’aspetto della cura della motivazione e sull’accompagnamento per una formazione permanente che interesserà i candidati anche dopo l’istituzione ministeriale. In tal senso, un ruolo fondamentale sarà ricoperto dalla comunità «luogo nel quale ciascun membro trova uno spazio familiare, attribuito a lui dalla scelta di intraprendere anche un percorso formativo, un posto sicuro dove può mettere a disposizione sé stesso, le proprie competenze, la propria esperienza di Cristo e narrarla» (n. 13). La formazione, quindi, non potrà dirsi conclusa con la celebrazione di istituzione, ma continuerà con la frequentazione della Parola, la partecipazione ai momenti liturgici della comunità e con il continuo aggiornamento sulle nuove provocazioni sociali e culturali emergenti dalla realtà.

Con questo documento, dunque, la regione ecclesiastica campana può rivendicare, con orgoglio, un testo di riferimento contenente indicazioni comuni di particolare rilevanza per le Chiese locali della regione Campania che, già al presente o nell’immediato futuro, istituiranno uomini e donne che lo Spirito suscita nella comunità cristiana perché realizzino, con docilità e competenza, la grande missione evangelizzatrice che il Risorto ha affidato alla Chiesa.




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