Una festa in cui si rinnova la professione di fede nel mistero di Cristo

Ieri, in occasione dell'Epifania del Signore, il vescovo Francesco Marino ha presieduto la Celebrazione eucaristica presso la Cattedrale di Nola. Alcuni passaggi della sua omelia. Domani, in Cattedrale la Messa pro Episcopo

Il vescovo di Nola, Francesco Marino ha presieduto, ieri, 6 gennaio, la Celebrazione eucaristica per la Solennità dell’Epifania del Signore, nella quale, si ricorda l’arrivo dei Magi a Betlemme per adorare il Cristo che è venuto al mondo per la salvezza di tutti. Domani, giovedì 8 gennaio, alle 19:00, presso la Cattedrale di Nola, il vescovo incontrerà nuovamente la Chiesa di Nola per la Santa Messa in occasine del suo ventunesimo anniversario di ordinazione episcopale.

Il vescovo Marino: «Come Magi dobbiamo essere cercatori di Dio»

«L'Epifania è la manifestazione e la liberazione del Signore. Una festa che è assolutiva di quanto in questi giorni santi abbiamo vissuto. Una festa in cui siamo chiamati a rinnovare la nostra professione di fede nel mistero di Cristo e del Vangelo - ha detto il vescovo Marino, durante la Santa Messa del 6 gennaio -. Gli avvenimenti parlano di uomini saggi, sapienti, scienziati del tempo che non appartengono al popolo di Dio, non conoscono il Dio di Israele ma sono semplicemente guidati da una luce che passa dal cielo. Una luce che in realtà è apparsa innanzitutto nei loro cuori, nella loro coscienza di cercatori di Dio. Si mettono in cammino e guidati dalla stella arrivano a Betlemme e pensano che il Re sia nato in una reggia. Quindi anche la loro ricerca è una ricerca che va a tentoni, come direbbe san Paolo. Una ricerca che corre il rischio anche della ricerca stessa, cioè di sbagliarsi».

L'Epifania parla dell'universalità di Cristo, venuto per tutti

Di certo, i magi sono alla ricerca di un re. Ma non sono consapevoli del fatto che i loro doni saranno per il Cristo: «In questo racconto tutto parla del mistero di Cristo. La Luce parla del mistero di Cristo. Parla del mistero di Cristo: i doni che i magi presentano sono simboli, interpretati dall'esegesi tradizionale della Chiesa: l'oro rappresenta la regalità, l'incenso è la divinità, la mirra è l'umanità di Cristo», ha sottolineato il vescovo di Nola. «La festa dell'Epifania del Signore è sintetica - ha precisato - di quanto vissuto nel Natale che si manifesta nel suo significato più profondo e più coinvolgente nella Celebrazione di oggi, perché noi abbiamo conosciuto il Signore. Il Signore che si manifesta nella storia, che si manifesta nell'umanità, nella carne, il Signore che risplende come luce di divinità, non solo per Israele, il popolo che lo attende, ma per tutti i popoli di cui i Magi stessi sono simbolo. Il simbolo della chiamata dei popoli all'incontro con il Re di Israele, con il Figlio di Dio di cui Israele era in attesa nella speranza del compimento delle promesse stesse di Dio, della speranza del popolo del Signore. Gesù Cristo è per tutti. Questo è il senso ultimo, universale, di questa festa. L'universalità della rivelazione di Dio in Gesù Cristo. E allora san Paolo ci ha dato la spiegazione di Dio che è accanto, e che non è solo un racconto del passato, ma è la parabola della luce, del tempo che viviamo».

Ancora oggi c'è un turbamento nell'umanità in relazione a Cristo

Gesù viene però per essere segno di contraddizione, ricorda il Vangelo di Luca: «C'è un turbamento nell'umanità in relazione a Cristo. Quando Gesù è presentato al Tempio viene dichiarato segno di contraddizione. In quel contesto, per il suo popolo, Gesù è segno di contraddizione nel mondo. C'è un turbamento verso Gesù Cristo, di cui noi abbiamo un sentore forse anche perché, in qualche modo, noi stessi ne siamo partecipi. E Gesù Cristo continua, in realtà, anche a turbarci oggi perché è segno di contraddizione rispetto al mondo che è nelle tenebre e combatte la luce. Il simbolo più evidente della festa di oggi è che Egli è la luce che guida, che illumina, che apre il cammino, ma anche la luce che fuga le tenebre del male, anche le tenebre del peccato. Gesù Cristo è quella luce che scaccia le tenebre del male e si apre alla vita mia, alla giustizia vera, all'amore. Continua a turbare Gesù, lo sappiamo. Ma chi crede, chi cerca, chi si apre alla luce si sveglia. I magi trovano Gesù. Lo trovano. E questa umanità, infine, troverà Gesù. È già accaduto. Ma dovrà accadere ancora. La festa di oggi è una festa che ha nel cuore la speranza, come ogni volta che ci incontriamo nel mistero di Cristo, ma anche è una festa di universalità. E la festa di Gesù, è una festa della Chiesa».









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