Dalla paura dell'altro al coraggio della fraternità

Il documento del Meic sul tema dell'immigrazione

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Si intitola Dalla paura dell’altro al coraggio della fraternità il documento del “Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale” (Meic) della Diocesi di Nola, scritto con l’obiettivo di avviare sul territorio «una riflessione sul fenomeno della migrazione che sembra caratterizzare il nostro tempo» dato l’atteggiamento che «tanti nostri connazionali assumono verso i migranti trattati con indifferenza quando non con esplicita ostilità». Da qui il richiamo centrale del testo «al valore della centralità della persona e della sua inalienabile dignità».

«Quello delle migrazioni è uno dei grandi temi del presente e del futuro del mondo – ha dichiarato Francesco Marino, vescovo di Nola, appoggiando il documento – e anche i nostri territori sono ormai coinvolti. Come cristiani e come cittadini non possiamo non interessarcene, provando a portare il nostro contributo costruttivo assieme a tutti gli uomini di buona volontà. Alla politica spetta la ricerca delle soluzioni più opportune, a noi compete annunciare che in Gesù Cristo, Dio ha voluto assumere la natura umana: la persona, dunque, è depositaria di una infinita dignità. Questa è la bussola che deve orientarci».

Il messaggio ha raccolto le firme e il sostegno dell’Azione cattolica, dell’Ufficio di Pastorale Sociale e Lavoro, dell’Ufficio per la Pastorale Giovanile e dell’Associazione Medici Cattolici Italiani della Diocesi ed è aperto al sostegno di tutte le associazioni e movimenti ecclesiali che vorranno firmarlo nei prossimi giorni.

«Abbiamo avvertito l’esigenza di lanciare un messaggio alla Chiesa di Nola e al nostro territorio – hanno dichiarato Alfonso Lanzieri e Teresa Spadaro, rispettivamente presidente e vice-presidente del Meic nolano – affinché su tale tema continui una riflessione costante, non legata solo all’onda emotiva dei singoli episodi. Proprio per questo motivo, stiamo preparando per il prossimo mese di maggio un incontro pubblico per dare seguito concreto al documento. A breve daremo i dettagli. Siamo tutti consapevoli – hanno concluso Lanzieri e Spadaro - della oggettiva complessità del fenomeno e della difficoltà della sua gestione politica. Ciò che vorremmo sottolineare, però, è da un lato la necessità di un’analisi all’altezza della sua complessità, e dall’altro il rispetto della dignità della persona e il valore dell’accoglienza come principi irrinunciabili».

 

Il Comunicato stampa

 

Il testo del documento

Dalla paura dell’altro al coraggio della fraternità

Noi membri del gruppo Meic di Nola avvertiamo la necessità di avviare anche nella nostra Diocesi una riflessione sul fenomeno della migrazione che sembra caratterizzare il nostro tempo e pare sfuggire al controllo delle istituzioni nazionali e sovranazionali. Dai paesi più svantaggiati partono ogni giorno migliaia di persone e famiglie, in cerca di una vita migliore, lontano da guerre, persecuzioni, povertà. Le migrazioni in realtà esistono da quando esiste l'uomo; tuttavia sembrano generare inquietudine e rifiuto dello straniero, accentuati in particolar modo dal perdurare di una crisi economica e culturale dalla quale pare difficile trovare una via d'uscita.

Ci preoccupa l'atteggiamento che tanti nostri connazionali assumono verso i migranti, trattati con indifferenza quando non con esplicita ostilità. Sentiamo perciò nostro dovere richiamare tutti al valore della centralità della persona e della sua inalienabile dignità. Dietro i numeri, le statistiche, al di là delle ragioni che spingono alla migrazione o al di là degli Stati e delle culture di appartenenza, vi sono, infatti, persone: uomini, donne, bambini, che, come ciascuno di noi,  hanno speranze, angosce, sogni, dolori e gioie.

La centralità della persona e della sua dignità è il pilastro della nostra stessa civiltà: non "prima gli italiani" dunque, ma innanzitutto prima la persona. La solidarietà non può essere il lusso che solo alcuni già "al sicuro" possono permettersi, ma espressione della matura consapevolezza di appartenere tutti alla stessa umanità.

L’oggettiva necessità che la politica dia un ordine al fenomeno migratorio non deve entrare in concorrenza con l'esigenza di dover corrispondere alla nostra vocazione umana e cristiana. Certo, non siamo ciechi di fronte alle difficoltà e alle sfide che l’accoglienza pone. Le differenze culturali e religiose, spesso amplificate dal conflitto sociale e politico, ci spaventano ma non possono convincerci che la chiusura e la paura siano le uniche risposte possibili e adeguate. Lo straniero, e l’altro in generale, non è un ostacolo né un invasore del mio spazio ma, innanzitutto, un fratello in umanità, la cui sofferenza viene prima del mio diritto.

Da uomini e da credenti, ribadiamo che l’unica autentica risposta di fronte alla tentazione della paura e della chiusura sia una rinnovata apertura al futuro di Dio e dell’umanità, una generosa capacità di immaginazione per costruire insieme un mondo dal volto fraterno, casa ospitale in cui c’è posto per tutti.

 

Il Documento

 

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