Fondati su Cristo, camminiamo insieme

La riflessione del vescovo Francesco al momento ecumenico svoltosi a Torre Annunziata

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Termina oggi la Settimana di preghiera per l'unità dei Cristiani. Un tempo importante di discernimento, per continuare il cammino di dialogo a partire da Gesù Cristo, centro della vita di quanti in Lui credono. Il vescovo Francesco ha partecipato nei giorni scorsi ad un momento ecumenico a Torre Annunziata. Toccante la sua riflessione. 

"L'unità della fede - ha detto - è Dio a crearla, pertanto, è con gioia che ci riuniamo insieme. Lo stare qui insieme si fonda infatti sulla fede in Cristo. Il senso di appartenenza a Cristo ci aiuta a riconoscerci corpo di Cristo e la diversità, che ha comportato dei limiti all'unità, non ha impedito l'inizio di un cammino in comunione".  Si è quindi soffermato sulle due dimensioni fondamentali dell'ecumenismo: la preghiera, "in quanto la preghiera crea comunione, unisce, ci rende il Corpo mistico di Cristo e può essere definita come l'ecumenismo della carità", e la santità, "attraverso i martiri che hanno dato e danno testimonianza della fede in Cristo che è il fondamento della nostra unità".

Da qui, ha aggiunto, "occorre, ritrovarci insieme e guardare in avanti con speranza al futuro".

Non è mancata l'attenzione alla Parola proclamata: "Il cantico di Miriam - ha sottolineato il vescovo - esprime  la gioia della liberazione che Dio realizza. Un canto della libertà, immensamente gioioso poiché immensamente imprevisto era stato l'intervento di Dio nella storia. Dio agisce laddove la speranza sembra spegnersi. E noi 'Siamo stati salvati nella speranza'. La mano di Dio si è manifestata pienamente in Cristo che ha salvato l'umanità. Siamo, quindi, esortati a vivere da Cristiani coscienti, a prendere coscienza - gradualmente - che Dio opera e agisce nella nostra vita, poiché potente è la sua mano. Del resto, benché il cammino ecumenico e l'unità piena verso cui tendiamo possano sembrare - da una lettura superficiale - impraticabili e  impossibili da realizzare, non dimentichiamo che l'agire di Dio nella storia sorprende e meraviglia! Poiché Dio opera in maniera inaspettata, ci 'stupice'. Lì dove la speranza sembra spegnersi Egli la riaccende e realizza l'irrealizzabile: il nostro Dio, infatti, è Onnipotente e tutto può e gli è possibile".

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