Gli uomini di fronte alla Terra: proprietari o custodi?

Il vescovo Marino scrive agli studenti per l'inizio del nuovo anno scolastico e ricorda loro la responsabilità verso il creato

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"Durante l'estate scorsa, sono rimasto profondamente impressionato dai roghi appiccati tutt'intorno al nostro monte Somma e al Vesuvio, come rimango quotidianamente turbato osservando il degrado ambientale presente lungo le nostre strade, girando per il territorio della nostra diocesi. Per questo, anch'io vorrei parlarvi della responsabilità che abbiamo verso il creato, dello sviluppo sostenibile e dell'uso sapiente delle risorse naturali per arginare la diffusione dell'inquinamento".

Inizia con il ricordo del doloroso susseguirsi di incendi che hanno devastato parte del territorio diocesano la lettera del vescovo Marino agli studenti del territorio per l'inizio del nuovo anno scolastico. Una scelta forte, che chiama i giovanissimi a farsi da ora portatori di una responsabilità che è allo stesso tempo responsabilità per il proprio futuro. 

Per il futuro il vescovo ricorda ai ragazzi - ma anche agli adulti che li guidano. Il testo infatti sarà consegnato oggi proprio dal vescovo agli insegnanti di religione - che: "L'educazione è tutela, fatta di piccoli gesti, per cui propongo a me stesso e a voi di agire su due fronti: la conoscenza e le azioni concrete". 

Conoscenza delle questioni non solo ecologiche ma anche sociali, scelte di vita che mirino a ristabilire l'equità, a contribuire alla giustizia sociale: questo invita a fare il vescovo Francesco, consegnando agli studenti il prezioso testo della Laudato si' di papa Francesco.

"Lo so- conclude Marino - non è semplice ridurre gli sprechi, rafforzare la sensibilità all'essenziale, ristabilire legami solidali con la natura e fra noi…Ma il tempo in cui viviamo ci interpella, ci chiede scelte coinvolgenti che coniughino giustizia per quelli la cui voce è inascoltata e attenzione alla casa comune. Vogliamo 'spadroneggiare' sullaTerra o ridiventare cittadini attivi,'custodi' del pianeta, della vita e del bene fraterno? Proviamo a guardare alla natura con l'affetto di Francesco? Vi auguro un buon anno scolastico e vi benedico anch'io con le parole del Poverello d'Assisi: «Laudato si',mi' Signore…» per quelli che insegnano e studiano e imparano a “custodire” con mani pure le tue creature!"

 

Il testo della lettera

 

 

 

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