Le nostre vite siano eucaristia

Le parole del vescovo Marino in occasione dell'annuale Festa del Ringraziamento del Rinnovamento nello Spirito Santo

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Il Rinnovamento nello Spirito Santo diocesano, questo pomeriggio, ha celebrato, con il vescovo Francesco, l'annuale Festa del Ringraziamento, vissuta quest'anno virtualmente.

"Carissimi fratelli e sorelle del Rinnovamento nello Spirito Santo - ha detto il vescovo Francesco - sono qui per condividere con voi l’annuale Festa del Ringraziamento per l'approvazione del vostro statuto. È bello vivere nel ringraziamento, perché fa della nostra vita un'eucarestia. Sapete che la parola 'eucarestia' significa ‘rendimento di grazie’, significa magnificare il Signore per la sua presenza nella nostra vita personale e in particolare per quell'intervento di salvezza universale che è l'evento pasquale di Gesù Cristo. È nell'eucaristia che collochiamo tutti i nostri ringraziamenti. Il versetto che mi avete affidato per la meditazione di questa sera è tratto dalla lettera ai Colossesi di Paolo: “E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre”. (Col 3,17). Questa è un'esortazione che ci ricorda che tutto quello che noi traduciamo in vita diventa rendimento di grazie. Questo tempo, segnato dalla pandemia e dalle sue conseguenze, è tempo per dire grazie a Dio? Come è possibile? Dove vediamo il suo volto? Domande difficili e serie. Cari fratelli sorelle è proprio in questo tempo che dobbiamo aprire il cuore al riconoscimento dell'amore e della grazia di Dio, consapevoli che lui non ci abbandona, anche se la realtà che viviamo non ci è totalmente chiara. Il Signore non lascia che il male prevalga. È nella prova che possiamo dire: "Padre ci affidiamo a te che nella prova ci aiuti a testimoniare la bontà del vangelo". Le parole di Paolo sono il culmine di una più lunga esortazione che egli fa alla comunità di Colossi. Paolo ricorda loro che la loro stessa vita è un'eucaristia alla luce del mistero pasquale di Gesù. Ecco perché è bello rileggere queste parole in questo tempo per ricordare che la Pasqua non è un evento del passato ma è una realtà permanente nell'esistenza di ciascuno di noi che nel battesimo siamo stati immersi nella Pasqua di Gesù Cristo, che ci è rivolta nell'eucaristia, e dei cui frutti salvifici ci nutriamo con la comunione. E questo dobbiamo ricordarlo proprio in questo tempo di paura e difficoltà, di malattia per molti. Siamo chiamati ad attraversare il momento della prova, portando la luce della Pasqua, come dice Paolo ai Colossesi: prova che è parte della Pasqua, del Signore come lo fu per Israele che nella prova scoprì gli orizzonti di futuro aperti da Dio. E l'esortazione di Paolo voglio leggerla perché fa emergere la dimensione comunitaria della lode di Dio, quella lode che è al cuore del vostro carisma: “Scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie! La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza. Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori. E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre” (Col 3,12-17). ‘Nel nome del Signore’ dice Paolo, perché da soli non possiamo sperimentare salvezza, ma nel nome del Signore Gesù, nella partecipazione ai suoi sentimenti, è possibile. Paolo parte da un invito: noi siamo rivestiti di Cristo e siamo chiamati a vivere così, da santi, perché in Cristo siamo diventati amati, diletti, virtuosi. È da qui che parte il sentimento di lode della comunità cristiana, dal riconoscere la forza del Risorto che ci viene dallo Spirito. Soprattutto nella prova. La testimonianza di Giusy ci ha ricordato che è difficile riconoscere il Signore nella prova ma la Parola di Dio e il sostegno della comunità fanno sì che la Parola di Dio agisca in noi e si trasformi in sua lode".

Qui il video della diretta https://fb.watch/4eb4nRwfbe/

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