Nella pienezza dei tempi

Alcuni passaggi delle omelie pronunciate dal vescovo Francesco ieri e questa sera

Il vescovo Francesco ha presieduto presso la Cattedrale di Nola, la celebrazione eucaristica di ieri e di questa sera. Riportamo alcuni passaggi delle due omelie.

 

Dio nella pienezza dei tempi - ha detto il vescovo Francesco nell'omelia di ieri  - ha mandato il suo Figlio perché noi avessimo l’adozione a figli, e questo accade oggi, perché la liturgia attualizza per noi la salvezza. Non esiste per noi un inesorabile scorrere del tempo, ma un avvenimento di salvezza che cambia lo svolgersi del tempo e lo indirizza verso un fine: Dio tutto in tutti, donato nell’oggi. Così percepiamo nella nostra vita il centro: Cristo in cui siamo creati, salvati, rinnovati. Andiamo verso la pienezza dell’amore di Dio e questo lo vediamo in un segno offerto ai pastori e ancora offerto a noi, una madre col proprio bambino. Segno noto e sorprendente perché quel figlio è Dio e quella madre è Madre di Dio e della Chiesa. Siamo coinvolti e attratti ad entrare in questo mistero. Tra poco intoneremo il canto della beatitudine e della lode, dal nuovo anno vogliamo accogliere dalle mani di Dio ciò che vuole offrirci per la nostra salvezza: nella fatica di ogni giorno realizzeremo il suo disegno nello stile della gratuità e del dono, trasformandoci noi stessi in dono di Dio.

 

 

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E' una gioia - ha detto il vescovo Francesco nell'omelia di questa sera - vivere insieme nella divina liturgia il desiderio di scambiarci l’augurio per questo nuovo anno. Ci affidiamo alla parola, che crea quanto annuncia, per trovare l’espressione della benedizione: l’avvenimento definitivo che ha segnato la pienezza del tempo, un impegno da cui Dio stesso non si potrà mai sottrarre. La Parola è Gesù e andando i pastori verso di lui trovano Maria che ascolta. Anche noi siamo coinvolti dall'atteggiamento di Maria. Aveva già ascoltato la parola dell’angelo che la chiamava ad essere madre, oggi accoglie la conferma che arriva attraverso gli umili del popolo, ritualmente impuri eppure divenuti messaggeri e portatori della parola di Dio: il Salvatore deposto in una mangiatoia, senza spettacolarità, Maria custodisce meditando nel suo cuore. La maternità di Maria non è solo nella carne, ma nella fede. È quella maternità che genera in uno sguardo interiore profondo che la porterà al coraggio della croce e all’attesa dello Spirito. Maternità che diventa sequela, discepolato del suo figlio. Questa maternità di Maria è la maternità della Chiesa, noi tutti siamo missionari chiamati a custodire e far crescere il Signore. In questa maternità noi cogliamo un segno, il volto paterno e materno di Dio, la sua tenerezza. Il beato Paolo VI ha voluto questo giorno come giornata mondiale della pace: sono qui presenti i ragazzi dell’Azione Cattolica che in questo mese rifletteranno sul bene della pace guidati da Maria quale testimone di quei gesti piccoli e al tempo stesso grandi che costruiscono la pace, con la fatica dell’accoglienza, dell’integrazione, della quotidianità. Maria: il volto di una madre che ci offre un bambino che ci rivela il volto di Dio.

 

 

 

 

 

 

 


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